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LA STORIA

Il Duomo cittadino, sede anche della parrocchia di Cava-centro dedicata a Sant' Adiutore, è intitolato a S. Maria della Visitazione il cui quadro grandeggia nell’abside al di là del maestoso altare basilicale costruito dopo il Concilio Vaticano II .
Il Duomo vede la sua origine nel XVI secolo, quando l’antica città della Cava, sviluppatasi nell’orbita della Badia della SS. Trinità e assurta a grande importanza per le sue attività nel campo dei commerci e nelle arti murarie, ottenne l’episcopato autonomo dalla Badia con bolla di papa Leone X (1513).
Già papa Bonifacio IX nel 1394 aveva eretto a città il territorio della Cava, ma sotto la giurisdizione dell’abate.
La completa autonomia dalla Badia invogliò i nostri avi a costruire nel Borgo Grande una cattedrale che rispondesse alle esigenze della città, ormai consolidata ed affermata economicamente, dotata di privilegi e forte della sua prerogativa di “città regia”. 
Il Duomo doveva avere la sua collocazione non più nell’antico centro fortificato del Corpo di Cava, dove temporaneamente aveva avuto sede ( e precisamente nella chiesa di S. Maria della Terra ), ma nel Borgo, in un luogo situato “in capo al borgo de li Scazaventi”.
Fu scelta la località chiamata “la Fratta”, che a quel tempo era aperta campagna ovvero una boscaglia: si pensi che ancora nel corso del ’600 lo spazio alle spalle della cattedrale era destinato al pascolo, come si evince da antichi documenti.
Si voleva un edificio che doveva essere degno della fama di maestri costruttori che circondò i cavesi per tutto il ’400 e il ’500.
La prima pietra fu posta nel 1517; ma i lavori per la costruzione incontrarono non poche difficoltà e furono portati a termine solamente nel 1571 e completati definitivamente nel 1587. A dirigere i lavori fu l’architetto Pignoloso Cafaro con la supervisone di Giovan Vincenzo Della Monica.
Finalmente dopo anni di traversie “la cattedrale ebbe quella magnificenza e bellezza che oggi  onora tanto la nostra città”.
Col passare dei secoli ha subito numerosi interventi, nonché alcune trasformazioni radicali come la rimozione della copertura in marmo della facciata.
Nel ’700 per iniziativa del vescovo De Liguori fu affidata all’architetto napoletano Donato Gallerano l’0pera di restauro e consolidamento dell’edificio.
Nell ’800 il Duomo assunse l’aspetto odierno con la facciata restaurata “a stucco”, secondo i progetti dell’ingegner Giuseppe Lista. Fu rifatta la scalinata d’accesso e lastricato il largo all’ingresso.
Le cappelle che arricchiscono la chiesa erano di patronato delle famiglie più in vista della città della Cava ed erano abbellite da notevoli opere d’arte.
Oggi sono rimasti ben pochi elementi di quello che fu il Duomo cittadino nel ’500 con artistici lavori di pietra d’intaglio, ma la facciata semplice e solenne domina ancora con la sua maestosità la piazza centrale di Cava de’ Tirreni.
Quella del nostro Duomo è una lunga storia di restauri e rifacimenti per danni causati da eventi naturali soprattutto da vari terremoti. Quello del 1930 richiese urgenti lavori a cui concorsero i cittadini, come ricorda una lapide all’interno della chiesa. Il sisma del 1980 ha tenuto chiuso per quasi vent’anni le porte del Duomo, riaperto al culto solo nel dicembre 1999. 


Lucia Avigliano

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